Associazionismo e volontariato: come sostenerli ?

I portavoce del Forum Terzo Settore Lombardia, Sergio Silvotti e Fabrizio Tagliabue, firmano un articolo, pubblicato dal Corriere della Sera domenica 27 maggio, sui nuovi Bandi regionali a sostegno delle associazioni iscritte ai registri.

La Giunta della Regione Lombardia ha messo a bando quasi 4,3 milioni di euro per il biennio 2012/2013 a sostegno delle organizzazioni iscritte ai registri della legge regionale per il volontariato e l'associazionismo. L'obiettivo è di sostenere quell'insieme di organizzazioni, libere, nate spontaneamente con un solo obiettivo: essere al fianco dei cittadini nei loro bisogni. Una funzione tanto più preziosa oggi, in una fase storica in cui situazioni di disagio toccano una fetta sempre più larga della popolazione. I pubblici fondi hanno l'obiettivo di metterci in condizione di fare al meglio il nostro mestiere.

Ma siamo sicuri che per sostenere l'associazionismo e il volontariato lo strumento del bando sia la soluzione migliore?

Alle condizioni date abbiamo raggiunto un risultato ma a nostro modesto parere si dovrebbe fare di più. Le gare costringono le associazioni a competere per conquistare risorse. In realtà le associazioni andrebbero incentivate non a competere ma a cooperare. Magari attraverso forme di premialità per chi unisce gli sforzi: contrastando la frammentazione per rafforzare la coesione sociale. Di questa logica bisognerebbe tenere conto non solo nella distribuzione di fondi ma anche nella definizione delle politiche. Servono sedi adeguate per discutere di questi temi e formulare nuovi modelli d'azione.

In realtà queste sedi già esistono (tavolo permanente regionale del terzo settore, sulle politiche giovanili, le sedi della programmazione zonale, …) ma le Amministrazioni Pubbliche non vi investono tempo e attenzione e così a oggi il pubblico incontra il terzo settore per dire cosa ha già deciso di fare, non per decidere insieme. Se non si ascolta il non profit non solo si lasciano più sole le persone e le loro famiglie ma soprattutto si perde il contributo che può venire dall'autonoma iniziativa dei cittadini per rispondere ai bisogni e ai desideri della persona e delle comunità.

In questa fase non possiamo permetterci il lusso di sprecare risorse: o siamo in grado di cambiare, o ci troveremo a dover fronteggiare una pericolosa deriva sociale.

di Sergio Silvotti e Fabrizio Tagliabue
Portavoce del Forum del Terzo Settore – Lombardia
Pubblicato sul Corriere della Sera, domenica 27 maggio 2012