Mani che stringono le mani di un anziano

SANITA’ IN LOMBARDIA: ATTUALITA’ E PROSPETTIVE: Intervento di Valeria Negrini

Stati Generali del Patto per lo Sviluppo – 11 dicembre 2023

Illustrazione a cura del Presidente Attilio Fontana e dell’Assessore al Welfare Guido Bertolaso.

Intervento Negrini

Il nostro Paese e la nostra Regione si troverebbero in una condizione di maggiore criticità sociale ed anche economica se non ci fosse quell’immenso patrimonio di energie e risorse rappresentato dalle migliaia di organizzazioni non profit e dai milioni di cittadini e cittadine che operano in esse. Un patrimonio che vale tanto quanto, se non di più, del patrimonio culturale e paesaggistico per cui il nostro Bel Paese è famoso nel mondo.

In particolare vi è una parte del Terzo Settore impegnata da tempo non solo nel campo del welfare sociale, ma anche nel settore dei servizi socio sanitari. Cooperazione sociale, fondazioni onlus, associazioni (rappresentate in particolare dalle organizzazioni socie del FTS: Federsolidarietà, LegacoopSociali, Uneba, Anffas)  gestiscono buona parte e, in alcuni casi, la quasi totalità delle circa 2.500 UdO dei servizi residenziali, diurni, consultoriali e ambulatoriali di natura sanitaria, socio sanitaria rivolta non solo ad anziani, ma a persone con disabilità, persone con problemi di salute mentale e dipendenza, minori con disagio psicologico, psichiatrico, e del neurosviluppo.

Di tutto questo mondo, che in Lombardia costituisce un sistema e un presidio di eccellenza, poco o nulla appare nelle slide presentate il 10 novembre relative al nuovo Piano Regionale Sociosanitario!!

Eppure tutte queste organizzazioni esprimono anche un valore aggiunto perché, oltre a gestire servizi ed interventi, attivano la comunità, tessono relazioni, diventano moltiplicatori di capitale umano e sociale nei territori in cui operano, anche in zone (sia geografiche che urbanistiche) difficili, dove il privato mercantile non ha convenienza ad investire ed il pubblico è in affanno; queste presenze generano anche occupazione significativa, che evita spopolamenti, abbandoni dei territori.

Da qui la necessità che gli enti del terzo settore che operano in ambito sanitario socio sanitario e sociale siano coinvolti attivamente nella programmazione del sistema Sanitario e SocioSanitario lombardo, anche attraverso la presenza in tavoli a livello regionale, cabine di regia delle ATS, momenti di coprogrammazione nella ASST e nei Distretti.

Le richieste e proposte che il Terzo Settore rivolge a Regione Lombardia:

  • rilancio del Tavolo del Terzo Settore come luogo di confronto culturale e politico tra Regione e le rappresentanze più significative del sociale e socio sanitario che si occupano dei servizi alla persona e al relativo sistema, anche per costruire, pur nel rispetto dei ruoli, normative concertate e il più possibile condivise;
  • sostegno economico puntuale ed adeguato da parte di regione Lombardia alla luce della crescita significativa dei costi di gestione (non solo energetici) e del non più procrastinabile – pena la perdita di ulteriori professionalità – rinnovo contrattuale. La proposta che sta approntando Regione Lombardia, per quanto sia apprezzabile nello sforzo di venire incontro alle maggiori criticità, non è tuttavia sufficiente a garantire il prosieguo dell’attività di molte organizzazioni. Chiediamo al presidente Fontana, all’assessore Bertolaso, all’assessore Alparone e  tutta la Giunta di assumere responsabilmente una chiara scelta politica negli appostamenti di Bilancio volta a riconoscere, nei prossimi due anni, un significativo aumento delle tariffe dei servizi socio sanitari. Il rischio, che già stiamo correndo, è di un impoverimento dei presidi territoriali della cura proprio nel momento in cui si vuole rafforzare la salute di territorio attraverso l’istituzione di Case della Comunità, Ospedali di Comunità e si pone l’enfasi sui percorsi domiciliari. Tutto questo sforzo e investimento, anche economico, rischia di non produrre i benefici attesi se, nel contempo, non si mette mano ad un robusto intervento sul fronte dei servizi socio sanitari esistenti.

Nella Legge di Stabilità sono previste risorse per i contratti della sanità pubblica ma non per chi opera nel sistema privato e del privato non profit; anche Regione Lombardia con una recente DGR ha previsto risorse per oltre 128 milioni per chi opera nel sistema sanitario e socio sanitario pubblico. Ma i numeri che evidenzio, dicono che, soprattutto nel socio sanitario, la presenza di enti non profit è preponderante!!!

  • revisione (e non smantellamento) qualitativa dei servizi socio sanitari che, essendo stati pensati decenni fa, non rispondono più adeguatamente ai cambiamenti demografici, sociali, culturali nel frattempo sopravvenuti;
  • mappatura e analisi delle sperimentazioni, innovazioni che le realtà del non profit lombardo hanno avviato a volte con risorse pubbliche, molto spesso con risorse private (Fondazioni, risorse proprie, sponsor, donazioni);
  • sostegno e facilitazione nell’acceso ai fondi per la ristrutturazione, l’adeguamento energetico, la digitalizzazione e lo sviluppo di moderne tecnologie nel campo della cura e dell’assistenza;
  • formazione dei funzionari pubblici dedicati al controllo e vigilanza degli enti accreditati alla collaborazione sinergica e propositiva con gli enti gestori e promotori dei sevizi, oltre ogni deriva sanzionatoria e impositiva;
  • sburocratizzazione e semplificazione per focalizzarsi tutti sull’aspetto essenziale che è la promozione integrale della persona, quindi sull’impostazione progettuale e accompagnamento personale, piuttosto che prestazionale.

Si tratta di lavorare insieme sulle aspettative delle persone e sulla salute, piuttosto che sulla sola cura delle malattie (acute o croniche). Per gli stessi motivi è anche necessario programmare tenendo presente che la salute è funzione dell’ambiente, dell’abitare, del lavoro, delle relazioni, della tutela sociale e dell’economia.

Portavoce FTS Lombardia

Valeria Negrini

Dati

SERVIZI ACCREDITATITotaledi cui cooperazione socialedi cui Fondazionialtro no profitTotale Terzo Settore% Terzo Settore
ADI27593732218868%
CDD270119372718368%
Centri Diurni Integrati per Anziani328741433024775%
Consultori privati982244279395%
CSS190108284418095%
Hospice accreditati4081843075%
RSA Accreditate7231073117849669%
RSD1063341179186%
SMI1272312100%
Servizi Residenziali e Semiresidenziali Accreditati per Dipendenze183109264718299%
TOTALE SERVIZI ACCREDITATI2225680723299170290%

A) NPIA

Strutture accreditate:

AMB/Poli territoriali: Totale strutture 134 di cui private 15

Semiresidenziali: Totale strutture 33 di cui private 23

Residenziali: Totali strutture 22 di cui private 18

B) Psichiatria

Strutture accreditate:

AMB/CPS: Totale strutture 141 TUTTE pubbliche

Semiresidenziali: Totale strutture 124 di cui private 39

Residenziali: Totale strutture 256 di cui private 130.

Personale che opera nei servizi socio sanitari gestiti dalle organizzazioni non profit: oltre 60.000 persone, molte professioni importanti: medici (geriatri, psichiatri e neuropsichiatri, fisiatri), infermieri, educatori sanitari, psicologi.