dal Forum di Cremona e del Cremonese: Lettera ai comuni

All’assessore Mauro Platè,
Presidente dell’Assemblea dei sindaci del distretto Cremonese
e, per conoscenza, ai SINDACI dei Comuni del Distretto cremonese

Il CODIS del Forum del Terzo Settore di Cremona intende esprimere a Lei, in quanto
Presidente dell’Assemblea dei Sindaci del Distretto di Cremona, e, per conoscenza, ai Sindaci del
Distretto, la preoccupazione per una situazione che vede i Comuni in una “sorta di attesa” in un
momento in cui i cambiamenti imporrebbero invece una più incisiva capacità di azione.
Dopo un primo approccio sul regolamento ISEE in cui abbiamo espresso le nostre
valutazioni non abbiamo avuto alcun riscontro da parte Vostra ed ora che la normativa ha assunto
un aspetto definitivo con l’approvazione della Camera delle norme è indispensabile dare
attuazione ai regolamenti Comunali.
Il protrarsi del ritardo può generare situazioni discriminanti e potrebbero determinare
ricorsi legali che, per quanto ci è possibile, vorremmo evitare; a questo proposito vogliamo
segnalare la presa di posizione da Anffas Cremona, a cui ha dato il sostegno il CO.DIS e Ledha, per
un ricorso al TAR nei confronti del Comune di Scandolara Ravara. Siamo consapevoli della
situazione di disagio in cui versano i Comuni, ma proprio per questo sarebbe indispensabile aprire
una riflessione sul modus operandi che sino ad oggi ha caratterizzato la gestione dei servizi.
Vogliamo riprendere alcune riflessioni che avevamo già espresso in occasione degli incontri:
 La legge 23/2015 di riforma del servizio socio- sanitario in Lombardia all’art. 26
pone l’attenzione su di una revisione complessiva del sistema dei servizi e questa opportunità
deve essere colta andando verso una maniera diversa di gestione che sia più rispondente ai
bisogni attuali.
 Il confronto su questi temi con l’ATS non può essere lasciato ai singoli Comuni o
Unioni di Comuni ma sarebbe auspicabile che la gestione completa dei servizi (dai minori, agli
anziani, ai disabili, agli assistenti scolastici, all’assistenza domiciliare) fosse gestita anche
economicamente da una unica struttura a cui fare riferimento. Non è più tollerabile che la
compartecipazione ai costi di uno stesso servizio si differenzi per gli utenti a causa di un diverso
regolamento dei singoli Comuni. Ed anche sugli stessi servizi andrebbe aperta una riflessione sulla
prospettiva e sulle modalità di erogazione.
DI CREMONA E DEL CREMONESE
 Bisogna dare attuazione alla legge 328/2000 all’art.14 sul progetto di vita per la
persona con disabilità con la predisposizione di progetti individuali per ogni singola “persona con
disabilità fisica, psichica e/o sensoriale, stabilizzata o progressiva (art. 3 L. 104/92)1”. Nello
specifico, secondo la L. 328/00, il Comune deve predisporre, d’intesa con la ASST un progetto
individuale, indicando i vari interventi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali di cui possa aver
bisogno la persona con disabilità, nonché le modalità di una loro interazione. La nostra prospettiva
sociale è che tutte le persone con disabilità abbiano diritto in ogni momento della loro vita alla
propria autodeterminazione e a vivere insieme alle altre persone e con le stesse opportunità
riservate alle altre persone. Una visione che quindi favorisce l'uso di tutte le risorse disponibili,
economiche, sociali, personali, familiari, pubbliche e private per il raggiungimento di questo
obiettivo.
– Come Associazioni ci stiamo impegnando da tempo per una revisione dei LEA e su questo
abbiamo più volte contattato la Regione, ma per quanto riguarda i Comuni si denota un ritardo
importante nella presa di posizione; sarebbe opportuno che l’ANCI Lombardia ricevesse più
sollecitazioni dai Comuni su questo tema fondamentale.
– Proprio le difficoltà economiche in cui versano le finanze pubbliche renderebbero
necessario un cambiamento di rotta da noi più volte sollecitato ai Comuni rivedendo ad esempio la
quota sanitaria a carico della Regione ad oggi ampiamente minore di quanto previsto dalla legge.
Abbiamo segnalato che nel bilancio di previsione Regionale del 2017 il Fondo Sociale Regionale
viene ridotto a 9 ml di euro dai 56 dell’anno 2016 (70 se si considerano 14 ml. impegnati dalla
Regione per supportare economicamente i genitori con figli in difficoltà dopo una separazione).
Questo potrebbe comportare per i Comuni un ulteriore difficoltà economica a cui far fronte con
una maggiore richiesta di compartecipazione ai costi dei servizi. Su questo crediamo si possa far
fronte unito nella richiesta di ripristino del fondo sociale alla Regione.
Molti altri argomenti meriterebbero una segnalazione da parte nostra, ma per ora
vogliamo limitarci nella speranza di avere un incontro con i Sindaci per aprire un tavolo di “lavoro”.
Siamo impegnati nell’informare i cittadini di queste iniziative ed anche per questo non sarebbe per
noi tollerabile vedere situazioni che siano palesemente discordanti con quanto la legge prevede,
ovviamente non staremmo passivamente a guardare.
Cordiali saluti.
Cremona, 30/06/2016
Il Direttivo del CODIS
(Coordinamento Disabilità di Cremona)