Lettera su riforma sistema socio sanitario e sanitario della Lombardia

lettera trasmessa direttamente all’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera a valle dell’incontro con “gli stakeholder” per fare il punto sull'applicazione della legge regionale di riforma del sistema socio – sanitario e sanitario della Lombardia da lui promosso mercoledì nove di novembre mattina.

All’Assessore Giulio Gallera

e, per conoscenza,

al Direttore Generale Giovanni Daverio

Assessorato al Welfare di Regione Lombardia

 

Cortese Assessore,

trasmettiamo queste nostre  brevi note a seguito dell’incontro di mercoledì nove di novembre mattina sull’applicazione della legge regionale 23 (legge di riforma del sistema sociale e socio sanitario). Intendiamo così dare il nostro contributo per migliorare il sistema delle risposte ai bisogni della persona e delle comunità della Lombardia e ci rendiamo sin da subito disponibili e interessati ad approfondire i temi che di seguito illustriamo necessariamente per titoli.

Condividiamo l’approccio dell’incontro di mercoledì nove novembre che, per valutare lo stato di applicazione della legge di riforma, promuove un confronto con gli stakeholder ponendo così attenzione alla governance, oltre che al governo, del processo di riforma avviato con l’approvazione della legge regionale 23 del 2015.

Qualsiasi azione di riforma mette sotto pressione, a volte anche in tensione, il sistema su cui si applica e per una struttura complessa come quella del settore sanitario e socio sanitario della nostra regione questa fatica viene evidentemente di molto moltiplicata.

Per questa ragione riteniamo di fondamentale importanza attivare e coinvolgere tutte le energie dei molteplici attori che concorrono a realizzare il sistema delle risposte alla domanda sociale, socio sanitaria e sanitaria della Lombardia.

È quindi importante che si sia scelto di investire sulla dimensione della governance del processo di applicazione della riforma, e quindi di tenere di conto di bisogni e interessi del complesso degli attori. Conseguentemente crediamo si debba investire nella raccolta, organizzazione e messa a disposizione di un’adeguata base informativa sul settore sanitario e socio sanitario e segnatamente su come vive l’applicazione della riforma al fine di mettere nelle migliori condizioni tutti i protagonisti di esercitare il proprio contributo all’interno di un quadro di analisi definito e condiviso.

Crediamo sia altrettanto importante fare attenzione a non frammentare le sedi e i momenti di approfondimento, valutazione e proposta su come portare avanti al meglio una riorganizzazione e aggiornamento del sistema sociale e socio sanitario. Per quanto ci compete siamo quindi a chiedere quali compiti e funzioni si immaginano in questo percorso per il Tavolo permanente regionale del terzo settore e come si intende coinvolgere quell’organismo.

Passando al merito, come abbiamo già avuto modo di argomentare, intravvediamo all’orizzonte due insidie, ed in specie pavenitiamo che:

  • – l'attenzione si concentri sugli assetti formali trascurando gli effetti reali nell'organizzazione dei servizi, nel lavoro degli operatori ma soprattutto nella vita delle persone che si rivolgono al sistema sociosanitario
  • – il paradigma sanitario (culture, strumenti, figure professionali, ruoli, …) assuma una predominanza schiacciante nella riforma, omologando a sé le dimensioni più propriamente sociali capaci di mobilitare e moltiplicare le risorse di cura e inclusione presenti nelle comunità)

Due rischi che possano essere quanto meno contenuti da una puntuale azione di monitoraggio. Un’azione che per essere esercitata non può che partire dalla definizione di un insieme di indicatori che permette di cercare, e quindi di leggere e interpretare, il patrimonio informativo che il sistema sanitario e socio sanitario già produce e che Regione Lombardia ha sicuramente il modo di arricchire.

Le nostre attenzioni vanno prioritariamente ai successivi aspetti:

  • presidio del percorso di presa incarico della persona con fragilità,
  • integrazione sociosanitaria,
  • continuità assistenziale,
  • passaggio da ospedale a territorio,
  • capacità di attivare le risorse territoriali.

Nella logica della necessaria condivisione della base informativa e con l’obiettivo di favorire l’attivo contributo di ciascun attore e di una chiara suddivisione fra funzioni di governance e funzioni di governo crediamo che la prima proposta sia di indicatori sia sui compiti e le funzioni fra le diverse sedi di confronto con gli stakeholder spetti alla Regione.

In conclusione ribadiamo l’intendimento a proseguire in un confronto produttivo in grado di alleviare il più possibile le fatiche che un percorso di riforma comporta e soprattutto di favorire l’espressione delle risorse materiali e immateriali con cui la società civile della Lombardia ha dimostrato di saper contribuire al sistema delle risposte ai bisogni della persona e delle comunità.

In attesa di un Suo riscontro e auguriamo a Lei e ai suoi collaboratori buone cose e buon lavoro

per il Forum del Terzo Settore – Lombardia

(Francesca Paini, Lella Brambilla, Giambattista Armelloni, Giovanni Merlo e sergio silvotti)

 

Milano – Brescia dieci di novembre duemila sedici