Patto per il welfare: lavori in corso di partecipazione

La Giunta Regionale ha avviato un percorso di consultazione della società civile in vista della sottoscrizione di un Patto per il welfare, come cornice e processo di un percorso di riforma. Le organizzazione di terzo settore e le parti sociali fanno il punto delle analisi e elaborazioni fin qui compiute.

Con la Delibera di Giunta del 16 maggio 2012, la Regione Lombardia ha avviato il cantiere della riforma del welfare lombardo, proponendo alla società sociale, civile e politica lombarda la sottoscrizione di un Patto per il welfare, da assumere come cornice di principi ed orientamenti per i successivi percorsi di carattere legislativi.

In queste ultime settimane diverse organizzazioni hanno iniziato a dare forma alle prime analisi ed elaborazioni sul testo e sul percorso proposto, con l'aspettativa di identificare i punti di sintesi su cui costruire ulteriori momenti di confronto istituzionale e sociale.

Il Forum Terzo Settore Lombardia, attraverso questo articolo, riunisce e presente i contributi, molti in una versione ancora non definitiva, di Ledha e Anffas Lombardia, di UNEBA, Federsolidarietà – ConfCooperative, ARLEA, CNCA oltre al testo di sintesi del ciclo di incontri "Senza welfare non c'è futuro non c'è sviluppo" e ai documenti della CISL (lo stesso testo è stato trasmesso alla Regione a firma CGIL) e dell'ordine assistenti sociali della Lombardia.

Il prossimo appuntamento è fissato per mercoledì 27 giugno in cui le diverse organizzazioni si incontreranno per fare il punto della situazione e in cui si avrà anche l'ufficializzazione della cornice in cui queste molte letture del patto che la Giunta Regionale propone con delibera del 16 maggio 2012: una premessa che espliciterà le condizioni che comunemente le organizzazioni ritengono necessarie per avviare la necessaria riforma del welfare della Lombardia.

I testi, scaricabili dalla sezione documenti del sito, sono una puntuale anticipazione del passo che formalmente andremo a fare il 27 di giugno assumendo che:
– la Delibera di Giunta del 16 di maggio 2012 viene incontro a ciò che abbiamo richiesto e auspicato (l'avvio di un percorso di riforma del welfare lombardo) sin dalla nostra indicazione all'amministrazione regionale di quattro esperti nel dicembre del 2010 per avviare quel percorso;
– la DGR cita: il protagonismo dei cittadini (singoli o associati) e quindi non più solo come soggetti bisognosi di assistenza ma responsabilmente attivi nella costruzione del sistema di risposte ai bisogni e ai desideri della persona e delle comunità, l'integrazione delle politiche (nel linguaggio della PP.AA. "intersettorialità") come fattori attraverso i quali ridefinire il modello di welfare lombardo. Condividiamo le premesse e vorremmo condividerne la declinazione in strategie attuative;
– crediamo sia necessario partire dai dati, dalla costruzione condivisa e partecipata di un quadro di analisi dell'esistente che porti a identificare i principali nodi critici e a mettere in priorità i problemi da affrontare

La pluralità degli accenti e delle chiavi di lettura dei testi che troverete convergono su questi punti così come sulle valutazioni nel merito del testo che ci è stato proposto. Testimoniano della responsabilità oltreché della disponibilità del nostro mondo nell'affrontare un impegno complesso e ambizioso e danno conto di come abbiamo investito in analisi e ricerche per potervi dare un contributo competente e costruttivo (fa testo per tutti il ciclo di incontri che abbiamo organizzato su questi stessi temi in Lombardia "Senza welfare non c'è futuro, non c'è sviluppo" e l'attivazione che ne è seguito dei Forum e delle realtà territoriali).

A breve metteremo a disposizione anche i contributi che stanno pervenendo dalle reti territoriali e pubblicheremo le versioni definitive dei diversi contributi dopo la loro trasmissione formale in Regione ma possiamo anticipare che tutti ritengono che se si vuole giungere a un "patto" per un nuovo welfare occorre un percorso di seria e reale consultazione dove tutte le questioni siano attentamente valutate non solo a livello di principi astratti ma sulla base di dati concreti e certi e di un'analisi condivisa della situazione attuale e degli esiti delle sperimentazioni delle soluzioni ipotizzate.

Altrimenti di "patto" non si potrà parlare.

Il Forum del Terzo Settore – Lombardia