Turismo Sociale e Terzo Settore in Lombardia

Luigi Bandera, a nome del Forum del Terzo Settore della Lombardia, illustra nel suo intervento al Convegno su Turismo sociale e Bilancio sociale, i valori del Turismo sociale.

Riportiamo uno stralcio dell'intervento di Luigi Bandera al Convegno Turismo Sociale e Bilancio Sociale : contributi in un momento di crisi svolto a Milano 22 febbraio 2013, promosso dall'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e dalla Scuola di Alta Formazione Luigi Martino. In allegato il testo completo.

(…) FORUM del TERZO SETTORE.
Innanzitutto, associazione di "secondo livello", significa, associazione di associazioni, un insieme di associazioni che ha come obbiettivo il raggiungimento di finalità statutarie condivise. (…) Difficilmente si riesce a comprendere completamente l'azione e l'importanza del l'azione di coesione, di inclusione, di promozione che il Forum realizza promuovendo occasioni di incontri, di riflessioni e di rapporto con le istituzioni, etc. (…)
Porto come esempio, il Bando di partecipazione promosso dalla Società Expo 2015 per la gestione della Cascina Triulza, come padiglione della Società Civile, all'interno della manifestazione. Bando che abbiamo presentato proprio alcuni giorni fa (15 febbraio 2013); bando che ha visto il Forum del Terzo Settore della Lombardia, quale contenitore, o cabina di regia delle numerose associazioni che con la propria identità hanno saputo relazionarsi e contribuire alla costruzione di una proposta articolata, funzionale, innovativa per la gestione. La concretezza del Bando, è solo la punta dell'iceberg , ovvero è il risultato visibile di un lavoro di incontri, di "relazioni associative costruttive" iniziato molto prima. Il risultato di una lenta, ma importante condivisione.

Indipendentemente dall'esito del Bando, la portata di quest'azione realizzata a "costo zero" è in ogni caso l'Indicatore del valore sociale che ha il Forum e di conseguenza anche per l'associazione che aderisce al Forum. (…) il Forum del Turismo e il Forum del Terzo Settore diventano luoghi e spazi importanti e necessari per poter continuare ad interloquire con tutti. Per poter in ogni occasione declinare i valori dell'accoglienza, della relazione tra culture, dell'accessibilità, della cittadinanza, nelle azioni proprie del turismo di tutti, con tutti e per tutti, come spesso amiamo dire. (…) si potrebbe quantificare il proprio ruolo propositivo e di collaborazione per la definizione delle politiche turistiche territoriali, nella salvaguardia dell'ambiente, nella creazione di nuove professionalità turistiche, nel favorire l'accesso a più persone alla vacanza, nella promozione della destagionalizzazione, nel favorire il turismo giovanile e quello degli anziani, nell'inclusione delle fasce di popolazione escluse da percorsi turistici commerciali, (per motivi economici e sociali), sviluppo impresa sociale e quindi inclusione sociale e lavorativa di persone a rischio di esclusione, nella valorizzazione delle identità e peculiarità del territorio. (… )

(…) Come Valorizzare il patrimonio intangibile prodotto dalle nostre associazioni di Turismo Sociale? La parte difficile da studiare, catalogare ed evidenziare non è tanto l'offerta turistica, ma la domanda turistica. Le associazioni che promuovono la mobilità, e organizzano viaggi, ma non solo. Le associazioni che si occupano principalmente di turismo sociale, non sono soltanto le associazioni che hanno come scopo sociale il turismo. Spesso e volentieri anche altre organizzazioni ed associazioni che per raggiungere il proprio scopo sociale, in alcuni casi utilizzano il viaggio come strumento associativo. (…)

Quali sono i parametri che possiamo utilizzare nell'analizzare l'azione delle associazioni del turismo sociale? Il numero dei viaggi fatti durante l'anno, Il numero dei soci che hanno partecipato, Il prezzo del viaggio. Certamente sì; ma in alcuni casi sono ancora insufficienti per comprendere il valore dell'azione associativa. Questo è importante affinché non risulti che noi facciamo solo cose marginali, subalterne al turismo privato, proposte di viaggio residuali che non fanno i grandi tour operator perché ci accontentiamo di guadagnare di meno.

Perché sia efficace e credibile bisogna analizzare queste azioni / funzioni in un contesto di promozione culturale generalmente inclusiva e sostenibile, altrimenti si rischia la deriva assistenzialistica o residuale. Questo perché noi non parliamo di Sviluppo del Turismo, ma parliamo e operiamo per un Turismo dello Sviluppo.

Non esistono dati ufficiali che possono quantificare i flussi delle associazioni che si occupano di vacanze estive per ragazzi, che portano ogni estate centinaia di bambini e adolescenti nel paese di media montagna, poco conosciuto, oppure sulla coste italiane. Le associazioni che organizzano le cosiddette "vacanze socialmente utili" come i campi di lavoro nel settore sociale, assistenziale ambientale ed archeologico, vengono rilevati a livello statistico oppure non esistono? E questo anche per quanto concerne i dati delle associazioni che muovono a livello amatoriale sportivi e familiari al seguito; i dati dei giovani che si spostano per eventi culturali e musicali, spesso in modo spontaneo, ma anche in modo organizzato con associazioni musicali, culturali locali. La sensazione è che non ci sono strumenti di rilevazione statistica condivisi e uniformi sul territorio italiano. Questa mancanza di analisi ufficiale è un modo per tenere il nostro mondo appunto residuale e marginale rispetto al Turismo privato o ufficiale. In questo modo facciamo fatica a poterci confrontare con pari dignità con gli altri attori del mercato turistico.

Ecco quindi che il Bilancio sociale può essere lo strumento da utilizzare in questa fase iniziale e di confronto con gli altri, per evidenziare il volume e le ricadute dell'attività turistica realizzata. Forse anche il termine non profit ci costringe a rimanere in questo limbo. Comunicare il proprio fare attraverso quello che non si è, non è sinonimo di comunicazione efficace.

Il Bilancio Sociale è lo strumento che le Organizzazioni del Turismo Sociale possono e devono utilizzare per comunicare compiutamente il proprio ruolo "creatore di società" attraverso le analisi non solo dei costi e ricavi, ma soprattutto dei costi e dei benefici realizzati. La valorizzazione inoltre passa anche utilizzando i benefici che ricadono sulla comunità locale che ospita. E' un indicatore importante sia per l'economia locale (il bar, il negozio di alimentari, etc. ) sia per lo scambio culturale e sociale realizzato con i residenti ospitanti.

(…) Se possiamo quindi naturalmente pensare che il turismo sociale significhi:
Turismo che favorisce l'incontro e la socializzazione, Turismo rivolto a persone senza sufficiente denaro, Turismo per categorie sociali specifiche, Turismo per conoscere e valorizzare le risorse territoriali, forse non ci è così chiaro che il Turismo sociale significa oggi anche mezzo "privilegiato" per raggiungere la "Felicità" che non riusciamo a trovare nella quotidianità.

O meglio il turismo Sociale, deve aiutare il cittadino /turista /viaggiatore a raggiungere questa "esperienza di felicità" ma ha anche il compito sociale, ovvero il dovere di riuscire a trasferire questa esigenza di realizzazione di benessere e felicità anche nel tempo che separa il ritorno dal prossimo viaggio.

Grazie per l'attenzione.

Luigi Bandera