Un cantiere chiamato Expo e l'eredità 'Cascina Triulza'

Attorno all’Expo ci sono almeno due cantieri: quello delle strutture e quello delle idee. Anche il mondo del Terzo Settore potrebbe essere chiamato a fare la sua parte per avviare un nuovo cantiere, a Cascina Triulza, che tenga insieme aspirazioni e concretezza.

A guardar bene i cantieri di Expo2015 sono due: quello per le strutture che permetteranno agli espositori di essere presenti e ai visitatori di raggiungere e partecipare a Expo, e quello delle idee, delle analisi e delle esperienze con cui donne, uomini ed Enti in ogni parte del Mondo affrontano il tema Nutrire il Pianeta Energie per la Vita.

Il primo dovrà terminare entro il primo di maggio duemila quindici con la consegna di beni e servizi necessari a celebrare il secondo che, lanciato con la candidatura di Milano, vi troverà da maggio a ottobre il luogo di un'assise planetaria per promuovere in ogni parte del mondo attenzioni e progetti su come nutrire il pianeta e rispettare e moltiplicare le energie per la vita.

Il primo cantiere si è aperto con la scelta del capoluogo lombardo come sede per l'Esposizione Universale e dovrà terminare prima del suo inizio. Il secondo è iniziato prima per andare oltre il 2015. Si moltiplicano gli sforzi perché il primo rispetti le scadenze.

E il secondo? A che punto è? Dov'è?

Ma soprattutto cosa lascerà a Milano e al resto del Mondo?

La cronaca ci dice che le Istituzioni cittadine, regionali e nazionali stanno lavorando per istruire il tema a partire da oggetti -padiglioni- specifici (il cacao, il riso, il caffè …) e che quasi 130 Paesi e Organismi Internazionali si sono impegnati a dare propri contributi -padiglioni. Si parla dei padiglioni in milioni di euro. Terminata l'Esposizione l'ottanta per cento dei padiglioni sarà smantellata: dove finiranno gli ingenti investimenti necessari per svilupparli?

La proposta di candidatura di Milano per Expo 2015 prevedeva la presenza della società civile attraverso un suo diretto e specifico coinvolgimento -padiglione- e questa scelta ha pesato positivamente nell'aggiudicazione. Questo padiglione nascerà a Cascina Triulza all'interno dell'area Expo e Società Expo ha lanciato un bando per organizzarne la gestione. Il Terzo Settore ha avanzato una propria ipotesi: è l'unica proposta sulla quale si sta lavorando.

Anche volendo non potremmo parlare del padiglione in milioni di euro: abbiamo scelto di mettere al centro del nostro impegno il cantiere su come moltiplicare le energie PER e rispettare le energie DELLA vita, su come nutrire il pianeta, su come rendere protagonisti le donne, gli uomini e i popoli del mondo a partire da coloro cui è negata la parola. Questo perché quel cantiere -per gli altri il secondo- è l'humus in cui sono nate e cresciute le nostre organizzazioni, non possiamo e non vogliamo chiuderlo il trentuno di ottobre 2015

Con ciò è stato naturale chiedere al Sindaco di Milano di lasciare in eredità alla società civile che da sempre lavora e produce in quel cantiere, il sito che lo ospiterà. Ci ha risposto che questo è il suo intendimento, che condivide il nostro approccio.

L'impegno a lasciare al Terzo Settore Cascina Triulza dà consistenza al nostro orizzonte di lavoro. Abbiamo deciso di investire tempo, energie e risorse per rendere Expo 2015 effettivamente "universale": offerta a tutte e a tutti rimuovendo gli ostacoli economici, sociali e culturali che impediscono un'attiva partecipazione. Assumere questo impegno e fare questo tentativo da soli sarebbe contraddittorio oltre che azzardato: il contributo di Enti e Istituzioni e l'autonoma iniziativa dei cittadini ci permetteranno di aprire il cantiere a tutti perché il tema di Expo sia di tutti gli uomini e di tutto l'uomo.

Sergio Silvotti, Portavoce del Forum del Terzo Settore – Lombardia

expo@forumterzosettore.it
www.lombardia.forumterzosettore/exposociale

Milano, venticinque aprile duemila quindici